Come mantenere la mente attiva negli anziani (e non solo!) - Cali onlus

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Con il passare degli anni purtroppo il nostro corpo perde qualità e caratteristiche che in età giovanile appaiono quasi scontate: abilità motorie, capacità cognitive, capacità di adattamento a nuove situazioni e così via.Il nostro cervello, in particolare, perde una certa reattività e ovviamente aumentano episodi come piccole dimenticanze di oggetti, distrazioni, minore capacità di concentrazione, fino ad arrivare a volte a non ricordare il nome di persone che abbiamo conosciuto anche poco tempo prima.


Nulla di strano: il nostro cervello va incontro a un fenomeno del tutto naturale. Il passare degli anni è qualcosa che non possiamo evitare e non bisogna avere la pretesa di essere “lucidi” come quando eravamo più giovani.

Se da una parte non possiamo arrestare il tempo, possiamo dall’altra ricorrere a utili “esercizi per la mente” e adottare buone prassi per tenere la nostra mente sempre attiva, allenata a ricevere nuove funzionalità e cercare proprio di rallentare gli effetti negativi della vecchiaia sulla nostra mente.

Ma nuovi studi infatti hanno dimostrato che anche dopo i 60 anni esistono metodi per evitare il decadimento cognitivo e potenziare invece la memoria.

Il nostro cervello è proprio come un muscolo: dobbiamo continuamente tenerlo in allenamento, dobbiamo stimolarlo a compiere sempre nuove operazioni. Di sicuro può perdere un po' di elasticità dovuto all’età avanzata, ma se non viene usato il nostro cervello inesorabilmente perderà più rapidamente le sue funzionalità.

E attenzione a un concetto fondamentale: il “potenziamento” del nostro cervello non deve essere concepito come qualcosa da fare solo in età adulta/avanzata. Secondo uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora gli “esercizi per la mente” hanno effetti di lunga durata anche dopo diversi anni. Anzi, questo studio dimostra proprio che gli esercizi per la mente andrebbero fatti in età giovanile per giovarne poi nella vecchiaia.

Quindi, sia giovani che anziani possono tranquillamente svolgere gli esercizi per la memoria e seguire le nostre raccomandazioni per mantenere la loro mente sempre attiva! Andiamo quindi a vedere che cosa possiamo fare per mantenere “sempre in forma” il nostro cervello.

La curiosità e la voglia di conoscenza: motori del nostro cervello

Medici e esperti sono concordi: ci vuole qualcosa che sia per noi uno stimolo continuo, altrimenti si tende a lasciarsi andare e proprio ad utilizzare di meno il nostro “muscolo pensante”, il cervello.

In età avanzata dobbiamo essere sempre curiosi e avere voglia di apprendere nuove nozioni, così facendo daremo al nostro cervello nuovi stimoli evitando il suo invecchiamento.

Gli esercizi e i giochi mnemonici: una vera e propria “palestra” per la nostra mente

Eccoci arrivati alla parte più “pratica” del nostro articolo, quella dove dovrete, e anzi, dove dobbiamo, metterci tutto l’impegno possibile per vedere il frutto dei nostri “sforzi”: proprio come una palestra, i risultati si vedono quando essi sono ripetuti continuo nel tempo! E quindi gli “esercizi” da praticare con regolarità sono:



a) Giochi mentali: sudoku, parole crociate, giochi di intelligenza sono un toccasana per la mente. Farli ripetutamente aiutano la memoria e stimolano le cellule cerebrali oltre a favorire in alcuni casi anche l’assimilazione di nuovi concetti e parole;


b) Scacchi e dama: chi pensa agli scacchi e alla dama come dei semplici “giochi” sottovaluta l’impegno mentale che ci vuole per essere dei veri campioni in questi due elementi. Pensate il nostro cervello quale sforzo positivo compie quando si sfida qualcuno in una partita;


c) Linguaggio e lingue straniere: il linguaggio è un elemento strettamente collegato al nostro cervello. Quando siamo un po' avanti con l’età, apprendere una nuova lingua o apprendere nuove parole vanno a potenziare le nostre capacità intellettive e di memoria. Esperti del campo suggeriscono anche di imparare l'alfabeto al contrario: il nostro cervello parte da una base, appunto l'alfabeto) ma ne riformula completamente l'ordine quasi come se fosse proprio una lingua. E' un metodo molto più facile rispetto all'acquisizione di una nuova lingua, con tutte le difficoltà annesse, e proprio per questo consigliato per tutti, giovani e meno giovani;


d) Lettura: la lettura si ricollega ai concetti appena espressi, favorisce infatti l’assimilazione di nuove parole e aiuta a “usare il cervello” anche in maniera piacevole;


e) Studio: quando è nata l’ “Università della Terza Età” uno degli obiettivi fondamentali era l’inclusione sociale. Ora la scienza ci suggerisce che lo studio aiuta la mente, evita il decadimento delle capacità cognitive e inoltre favorisce momenti di incontro e socializzazione. In età anziana ci si può iscrivere a una delle tante università in Italia, se siete più giovani potete trasformare la vostra “curiosità” verso un argomento in momento di studio più approfondito.


f) Memoria visiva: sapete che anche l’occhio contribuisce o ha effetti sulla nostra mente? Allenare la “memoria visiva” ha un impatto diretto sulla nostra elasticità mentale. E quindi possiamo per esempio: allenarci a associare nomi e volti, allenarci a memorizzare un’immagine e provare a ricostruirla in ogni dettaglio senza averla davanti;


g) Memorizzare, memorizzare, memorizzare: molti scienziati hanno notato che chi usa post-it o il proprio telefono come metodo per ricordarsi qualcosa, poi tende a dimenticare più facilmente. Questo perché non “attiviamo preventivamente” il nostro cervello e anzi proprio non effettuiamo uno “sforzo“ mnemonico. Come prima detto, sforzarci di ricordare le cose ogni giorno è un primo passo da effettuare nella nostra “palestra” per rafforzare la nostra mente. Un esercizio può essere quello di cercare di ricordare numeri di telefono senza ricorrere per forze alla nostra rubrica.

Gli stimoli artistici e culturali

Accanto a questi esercizi esistono attività che aiutano il nostro cervello e, in alcuni casi, anche il nostro umore con un benessere psicofisico generale. L’arte e i viaggi possono essere un toccasana per il nostro cervello, il “piacere” che si prova di fronte a un quadro e suonando uno strumento in realtà sono vere e proprie elaborazioni della nostra mente. Se ci pensiamo, proprio suonare uno strumento richiede capacità di memorizzazione e di esecuzione che prevede l’utilizzo del nostro cervello.

Il ballo, come altro esempio, coniuga efficacemente capacità fisiche e mentali: bisogna associare un movimento preciso a un momento preciso di una canzone. Tutte operazioni che si eseguono con la nostra mente.

L’alimentazione

Come nel nostro articolo precedente (alimentazione e anziani), l’alimentazione ha un ruolo chiave per il nostro fisico e la nostra mente. Esistono alcuni cibi che contengono sostanze nutritive utilissime al nostro cervello: Quali sono i cibi più indicati per aiutare la nostra mente?


• Pesce azzurro;
• Verdura;
• Mirtilli rossi;
• Noci.

Per un elenco completo si rimanda a un articolo scritto da Filippo Brocadello (Medico Chirurgo, Specialista in Scienza dell’Alimentazione) a questo indirizzo

Lo sport: toccasana per fisico e mente

E’ ampiamente stato dimostrato che lo sport aumenta la dose di sangue che arriva al nostro cervello con effetti positivi su molti fronti. Quanto può far bene lo sport per la nostra mente è stato poi documentato con un esperimento pubblicato poi sul “Current Biology”.
Un gruppo di persone è stato sottoposto a una sessione di studio e parte di loro poi hanno affrontato anche una sessione di sport: chi ha effettuato sport ha dimostrato livelli di apprendimento molto più alto. Si riconferma il legame profondo fra sport e capacità cognitive. Nel nostro discorso un anziano, per esempio, dopo aver letto un libro e eseguito esercizi di potenziamento della memoria visiva potrebbe associare una sessione di camminata leggera.

Spezzare la routine

Sembra strano, ma cambiare completamente il modo di fare le cose sembra avere effetti positivi per il cervello. La ragione risiede forse nello “sforzo” che dobbiamo fare per pensare in maniera diversa dal solito e dal fatto che il nostro cervello, di fronte a una situazione nuova, riformula le informazioni in suo possesso. Alcuni esperti consigliano per esempio di:

Cambiare il tragitto che di solito si compie per andare al lavoro o in un luogo familiare: di fronte a un nuovo percorso, inconsciamente il nostro cervello capta migliaia di stimoli e informazioni. Nuove strade, nuovi dettagli, nuovi suoni, nuovi punti per orientarsi. Tutto questo ci fa compiere nuovi “ragionamenti” e nuove “ipotesi”;

Cambiare la mano con cui ci si lava i denti o ci si mette la crema: la coordinazione dei nostri movimenti deriva da un procedimento mentale ben definito. Quando invertiamo “il verso” di un’azione il cervello si mette subito in moto per far sì che al comando inviato dal nostro cervello il muscolo interessato dia la giusta risposta. Prendendo ad esempio un gesto così naturale come il lavarsi i denti, farlo con la mano sinistra farà elaborare al nostro cervello nuovi input.

Evitare l’isolamento

Come ultimo consiglio c’è sempre quello di evitare l’isolamento. Il contatto umano è sempre fonte di stimolo e può diventare occasione per mettere in moto alcuni meccanismi di cui abbiamo parlato. Non a caso abbiamo pensato la nostra dimora per anziani “La Dolce Vita” proprio con delle aree comuni che favoriscono la socializzazione e lo scambio di relazioni umani.

Una “semplice“ partita a carte si trasforma immediatamente e contemporaneamente

• in un modo per favorire le attività celebrali delle anziani: il gioco delle carte presuppongono memoria e abilità di calcolo;
• un modo per allenare la memoria visiva;
• un modo per favorire la socialità.

Calì coop. Sociale vi saluta e vi invita a contattarci per ogni informazione su badanti, colf e babysitter. Inoltre vi preannunciamo che a breve sarà annunciata una piacevole novità da parte nostra. Possiamo svelarvi solo il nome: "la Belle Epoque". Rimanete collegati!

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