Costo contributi badanti

Badanti e colf sono una realtà lavorativa presente ai nostri giorni in moltissime famiglie. Si tratta di persone a cui affidiamo la salute e le giornate dei nostri cari anziani. E' spesso personale che lavora a giornata, o talvolta invece svolge mansioni part-time ad ore predefinite, presso l'abitazione del nostro congiunto.

Ma la legge italiana come regola il pagamento dei contributi di colf e badanti? In merito a questo argomento la normativa è stata modificata di recente. Infatti, nel corso del 2017 l'Inps ha emanato una circolare con la quale introduceva variazioni nel regime contributivo per colf e badanti. Queste ultime, assunte presso le famiglie italiane, avranno ora il diritto al pagamento dei contributi che garantiscono le coperture assicurative per la pensione, il congedo maternità, le polizze contro infortuni e malattia e, in ultimo ma non meno importante, il diritto alla disoccupazione.

Le famiglie italiane temevano che queste modifiche, imposte dall'Istituto di Previdenza Nazionale, impattassero in modo oneroso sulla loro capacità di reddito. In realtà, l'Inps ha reso noto che, a conti fatti, se la badante è già remunerata con il minimo salariale previsto per legge, le nuove norme dispositive produrranno una variazione di spesa per le famiglie, che elargiscono una busta paga per la badante, inferiore ad un euro mensili. Complessivamente, quindi l'introduzione della circolare Inps non influisce negativamente sulla capacità delle famiglie di remunerare la badante che si occupa del loro caro. Per comprendere però esattamente quanto impatta la parte contributiva per il datore di lavoro, bisogna fare distinzione sulla tipologia di orario al quale la badante è sottoposta contrattualmente, distinguendo anche la fascia di appartenenza della paga base.

Infatti, per una badante che lavora meno di venticinque ore settimanali, con paga oraria che si attesta nella fascia da zero a otto euro, la parte di contributi che il datore di lavoro deve versare è pari a circa il diciassette per cento della paga oraria. Se invece il contratto prevede un orario di lavoro superiore alle venticinque ore, qualsiasi sia la retribuzione, il datore di lavoro corrisponde un contributo fisso di poco superiore all'euro, per ogni ora di lavoro.

Infine, nel caso in cui la paga oraria sia pari o superiore a otto euro, sino a dieci euro circa, e il contratto preveda un orario inferiore alle venticinque ore settimanali, il contributo che il datore di lavoro deve versare è pari a euro 1,57.